
domenica 5 luglio alle ore 10,27 ho mandato questa mail (in effetti un po' pepata...)a don paolo busto. a oggi, 12 luglio, alle ore 11,30 non ho ricevuto risposta (nè ovviamente nessun articolo sul giornale...)...
l'articolo è di padre alex zanotelli, missionario comboniano.
caro don paolo, ora non puoi più tacere! Sei anche il responsabile della
caritas cittadina! Basta con editoriali in cui un parroco cittadino scrive
di cm sulla sicurezza stradale! BASTA! Ho aspettato, INVANO, un tuo commento
in questi mesi sulla deriva razzista del nostro governo. NIENTE! taglia,
scrivi tu qualcosa, insomma: FAI QUALCOSA! oggi parto con l'oratorio per una
settimana in montagna. aspetto una sorpresa quando arriverò sabato...
GRAZIE. scusa per il tono della mail, ma la misura è colma. buona domenica.
andrea
Mi vergogno di essere italiano e di essere cristiano. Non avrei mai pensato
che un paese come l'Italia avrebbe potuto varare una legge così razzista e
xenofoba. Noi che siamo vissuti per secoli emigrando per cercare un tozzo di
pane (sono 60 milioni gli italiani che vivono all'estero!), ora infliggiamo
agli immigrati, peggiorandolo, lo stesso trattamento, che noi italiani
abbiamo subito un po' ovunque nel mondo.
Questa legge è stata votata sull'onda lunga di un razzismo e di una
xenofobia crescenti di cui la Lega è la migliore espressione. Il cuore della
legge è che il clandestino è ora un criminale. Vorrei ricordare che
criminali non sono gli immigrati clandestini ma quelle strutture
economico-finanziarie che obbligano le persone a emigrare. Papa Giovanni
XXIII° nella Pacem in Terris ci ricorda che emigrare è un diritto.
Fra le altre cose la legge prevede la tassa sul permesso di soggiorno (gli
immigrati non sono già tartassati abbastanza?), le ronde, il permesso di
soggiorno a punti, norme restrittive sui ricongiungimenti familiari e
matrimoni misti, il carcere fino a 4 anni per gli irregolari che non
rispettano l'ordine di espulsione ed infine la proibizione per una donna
clandestina che partorisce in ospedale di riconoscere il proprio figlio o di
iscriverlo all'anagrafe. Questa è una legislazione da apartheid, che viene
da lontano: passando per la legge Turco-Napolitano fino alla non
costituzionale Bossi-Fini. Tutto questo è il risultato di un mondo politico
di destra e di sinistra che ha messo alla gogna lavavetri, ambulanti, rom e
mendicanti. Questa è una cultura razzista che ci sta portando nel baratro
dell'esclusione e dell'emarginazione.
«Questo rischia di svuotare dall'interno le garanzie costituzionali erette
60 anni fa - così hanno scritto nel loro appello gli antropologi italiani -
contro il ritorno di un fascismo che rivelò se stesso nelle leggi razziali».
Vorrei far notare che la nostra Costituzione è stata scritta in buona parte
da esuli politici, rientrati in patria dopo l'esilio a causa del fascismo.
Per ben due volte la Costituzione italiana parla di diritto d'asilo, che il
parlamento non ha mai trasformato in legge.
E non solo mi vergogno di essere italiano, ma mi vergogno anche di essere
cristiano: questa legge è la negazione di verità fondamentali della Buona
Novella di Gesù di Nazareth. Chiedo alla Chiesa italiana il coraggio di
denunciare senza mezzi termini una legge che fa a pugni con i fondamenti
della fede cristiana.
Penso che come cristiani dobbiamo avere il coraggio della disobbedienza
civile. È l'invito che aveva fatto il cardinale R. Mahoney di Los Angeles
(California), quando nel 2006 si dibatteva, negli Stati Uniti, una legge
analoga che definiva il clandestino come criminale. Nell'omelia del
Mercoledì delle Ceneri nella sua cattedrale, il cardinale di Los Angeles
disse che, se quella legge fosse stata approvata, avrebbe chiesto ai suoi
preti e a tutto il personale diocesano la disobbedienza civile. Penso che i
vescovi italiani dovrebbero fare oggi altrettanto.
Noi italiani tutti dovremmo ricordare quella Parola che Dio rivolse a
Israele: "Non molesterai il forestiero né l'opprimerai, perché voi siete
stati forestieri in terra d'Egitto" (Esodo 22,20)».