lunedì 13 luglio 2009

OGGI SCIOPERO



















ovviamente anch'io aderisco allo sciopero dei blog contro il DDL Alfano e per il diritto alla Rete

Per la prima volta nella storia della Rete i blog entrano in sciopero.
Accadrà domani, 14 luglio, con una giornata di rumoroso silenzio dei blog italiani contro il disegno di legge Alfano, i cui effetti sarebbero quelli di imbavagliare l'informazione in Rete.
Il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant'anni fa per la stampa, se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, metterebbe di fatto un silenziatore alle conversazioni on line e alla libera espressione in Internet.

Domani 14 luglio dunque, invece dei consueti post, i blog italiani metteranno on line solo il logo della protesta, con un link al manifesto per il Diritto alla Rete: http://dirittoallarete.ning.com. Sul network verrà pubblicato inoltre uno slideshow di tuti i blogger imbavagliati che hanno aderito.

Presidente, non firmi il paccetto sicurezza


















faccio mia la lettera aperta al Presidente della Repubblica di Carlo Gubitosa di Peacelink. l'ho inviata al quirinale. se volete farlo anche voi l'indirizzo è:
https://servizi.quirinale.it/webmail/

Gentile Presidente Napolitano,
le scrive un cittadino preoccupato per la sicurezza dei propri cari.
La guerra tra Belgrado e Sarajevo ci ha insegnato che anche tra due citta' multietniche e amiche fino al giorno prima puo' esplodere una violenza razzista al di la' di ogni immaginazione. Non mi piacerebbe che la situazione si ripetesse anche da noi, e pertanto Le chiedo di gettare acqua sul fuoco dell'intolleranza e di non avallare con la sua firma il cosiddetto "pacchetto sicurezza".
So bene che un Suo eventuale rifiuto sarebbe un gesto simbolico dagli effetti limitati, e che dopo un ulteriore passaggio dalle camere con dei ritocchi minimi, per Lei firmare non sarebbe e' piu' una scelta ma un dovere da compiere a norma di legge. Ma chi l'ha deciso che in Italia i simboli, i messaggi e i gesti che plasmano la cultura debbano essere solo quelli che incitano all'odio etnico e diffondono il virus dell'intolleranza? Le belle pagine di storia si scrivono anche con dei bei simboli.
Lei sa bene, per aver tenuto a battesimo i CPT con la legge che porta il suo nome e quello di Livia Turco, che anche le leggi scritte con le migliori intenzioni possono trasformarsi alla prova dei fatti in ferite e violazioni dei diritti di chi affronta come puo' la poverta', la fame e le guerre. Le lascio immaginare quello che puo' accadere quando le intenzioni del legislatore non sono le migliori possibili e sono viziate da un'indulgenza al populismo xenofobo che puo' portare
molti voti ma anche molta violenza.
Fortunatamente noi che abbiamo il passaporto Italiano non dobbiamo affrontare poverta', fame e guerre, e ci basta essere un po' piu' sobri per superare la crisi dei mercati, rinunciare a qualche lusso non necessario e far studiare i nostri figli quel tanto che basta perche' non siano costretti ad arruolarsi e fare guerre in casa d'altri pur di lavorare e pagarsi un mutuo.
Mi sembra pertanto un doveroso gesto di solidarieta' umana ricordarci di chi sta peggio e valutare con vigile attenzione la congruenza tra gli alti principi espressi nella carta costituzionale e un provvedimento che impedisce alle madri straniere di registrare i neonati all'anagrafe, senza che la nostra sicurezza aumenti di una virgola.
Le chiedo pertanto di adoperarsi affinche' il "pacchetto sicurezza" sia rinviato alle Camere affinche' provvedano a modificarne le parti incompatibili con la Costituzione e le norme del diritto internazionale recepite nell'ordinamento della Repubblica Italiana.
Resto in attesa di un suo riscontro e le auguro buon lavoro.
Cordiali saluti
Zanello Andrea

io disobbedisco!



















aderisco all'appello di numerose associazioni trentine "Pacchetto (in)sicurezza? Noi disobbediamo!" che chiede ai referenti politici "sostanziali modifiche alla legge appena approvata", di "non permettere il sorgere di alcuna associazione volontaria per la sicurezza" e "favorire le iniziative di relazione e integrazione"; ai pubblici ufficiali di "praticare la disobbedienza civile non denunciando lo straniero irregolare" e alla cittadinanza di "sostenere tutte le iniziative di accoglienza, solidarietà e tutela dei diritti fondamentali di ogni persona".

“Se voi avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri”. (Don Lorenzo Milani)

Questo appello è sottoscrivibile inviando una e-mail a partner@unimondo.org ed è visibile all’indirizzo www.unimondo.org

Il presente appello è promosso da: Punto d’incontro, CNCA Trentino, Fondazione Comunità Solidale, ACLI, CGIL, Volontari di strada, Unimondo, Fondazione Migrantes, Caritas, APAS, Villa S. Ignazio, GRIS, Centro Missionario Diocesano, Comunità di San Francesco Saverio, Mensa del povero frati Capuccini, Casa della Giovane, Fiopsd.

domenica 12 luglio 2009

il direttore di vita casalese non risponde


















domenica 5 luglio alle ore 10,27 ho mandato questa mail (in effetti un po' pepata...)a don paolo busto. a oggi, 12 luglio, alle ore 11,30 non ho ricevuto risposta (nè ovviamente nessun articolo sul giornale...)...
l'articolo è di padre alex zanotelli, missionario comboniano.

caro don paolo, ora non puoi più tacere! Sei anche il responsabile della
caritas cittadina! Basta con editoriali in cui un parroco cittadino scrive
di cm sulla sicurezza stradale! BASTA! Ho aspettato, INVANO, un tuo commento
in questi mesi sulla deriva razzista del nostro governo. NIENTE! taglia,
scrivi tu qualcosa, insomma: FAI QUALCOSA! oggi parto con l'oratorio per una
settimana in montagna. aspetto una sorpresa quando arriverò sabato...
GRAZIE. scusa per il tono della mail, ma la misura è colma. buona domenica.
andrea

Mi vergogno di essere italiano e di essere cristiano. Non avrei mai pensato
che un paese come l'Italia avrebbe potuto varare una legge così razzista e
xenofoba. Noi che siamo vissuti per secoli emigrando per cercare un tozzo di
pane (sono 60 milioni gli italiani che vivono all'estero!), ora infliggiamo
agli immigrati, peggiorandolo, lo stesso trattamento, che noi italiani
abbiamo subito un po' ovunque nel mondo.
Questa legge è stata votata sull'onda lunga di un razzismo e di una
xenofobia crescenti di cui la Lega è la migliore espressione. Il cuore della
legge è che il clandestino è ora un criminale. Vorrei ricordare che
criminali non sono gli immigrati clandestini ma quelle strutture
economico-finanziarie che obbligano le persone a emigrare. Papa Giovanni
XXIII° nella Pacem in Terris ci ricorda che emigrare è un diritto.
Fra le altre cose la legge prevede la tassa sul permesso di soggiorno (gli
immigrati non sono già tartassati abbastanza?), le ronde, il permesso di
soggiorno a punti, norme restrittive sui ricongiungimenti familiari e
matrimoni misti, il carcere fino a 4 anni per gli irregolari che non
rispettano l'ordine di espulsione ed infine la proibizione per una donna
clandestina che partorisce in ospedale di riconoscere il proprio figlio o di
iscriverlo all'anagrafe. Questa è una legislazione da apartheid, che viene
da lontano: passando per la legge Turco-Napolitano fino alla non
costituzionale Bossi-Fini. Tutto questo è il risultato di un mondo politico
di destra e di sinistra che ha messo alla gogna lavavetri, ambulanti, rom e
mendicanti. Questa è una cultura razzista che ci sta portando nel baratro
dell'esclusione e dell'emarginazione.
«Questo rischia di svuotare dall'interno le garanzie costituzionali erette
60 anni fa - così hanno scritto nel loro appello gli antropologi italiani -
contro il ritorno di un fascismo che rivelò se stesso nelle leggi razziali».
Vorrei far notare che la nostra Costituzione è stata scritta in buona parte
da esuli politici, rientrati in patria dopo l'esilio a causa del fascismo.
Per ben due volte la Costituzione italiana parla di diritto d'asilo, che il
parlamento non ha mai trasformato in legge.
E non solo mi vergogno di essere italiano, ma mi vergogno anche di essere
cristiano: questa legge è la negazione di verità fondamentali della Buona
Novella di Gesù di Nazareth. Chiedo alla Chiesa italiana il coraggio di
denunciare senza mezzi termini una legge che fa a pugni con i fondamenti
della fede cristiana.
Penso che come cristiani dobbiamo avere il coraggio della disobbedienza
civile. È l'invito che aveva fatto il cardinale R. Mahoney di Los Angeles
(California), quando nel 2006 si dibatteva, negli Stati Uniti, una legge
analoga che definiva il clandestino come criminale. Nell'omelia del
Mercoledì delle Ceneri nella sua cattedrale, il cardinale di Los Angeles
disse che, se quella legge fosse stata approvata, avrebbe chiesto ai suoi
preti e a tutto il personale diocesano la disobbedienza civile. Penso che i
vescovi italiani dovrebbero fare oggi altrettanto.
Noi italiani tutti dovremmo ricordare quella Parola che Dio rivolse a
Israele: "Non molesterai il forestiero né l'opprimerai, perché voi siete
stati forestieri in terra d'Egitto" (Esodo 22,20)».

domenica 5 luglio 2009

chiuso per ferie


















da disoccupato, oggi parto coi ragazzi dell'oratorio per una settimana a gressoney...alla faccia vostra, che morirete di caldo! ci vediamo sabato!

La gloria di Dio risplende sul volto di ogni persona dolore e orrore perchè il razzismo è ormai “a norma di legge”


















“Ero straniero e mi avete accolto” (Mt 25,35). La Parola di Cristo porta a compimento la logica della Scrittura dal Levitico 19,33-34 –“Tratterete lo straniero che risiede fra voi come colui che è nato fra voi; tu l’amerai come te stesso”, al Deutoronomio 10,19 – “Amate lo straniero perché anche voi foste stranieri nel paese d’Egitto”, alla Lettera agli Ebrei 13,2 – “Non dimenticate l’ospitalità, perché alcuni, praticandola, hanno ospitato senza saperlo degli angeli”.
Dolore e orrore. Il 2 luglio 2009 è stata votata una legge che rompe l’unità della famiglia umana e ne offende la dignità, prende piede l’idea che esistano esseri umani di seconda e terza categoria , un popolo di “non-persone”, di esseri umani, uomini e donne invisibili. E’ una perdita totale di senso morale e di sentimento dell’umano; questo accade, nel nostro paese che ha prodotto milioni di emigranti. La legge “porterà solo dolore”, osserva Agostino Marchetto del Pontificio Consiglio dei Migranti.
Il dolore nasce dall’orrore giuridico e civile del “reato di clandestinità”, dall’idea del povero come delinquente e della povertà come reato. La legge votata non è solo contraria alla nostra Costituzione ma a tutta la civiltà del Diritto. Punisce una condizione di nascita, l’essere straniero, invece che la commissione di un reato. Dichiara reato una condizione anagrafica.
Infermieri, domestiche, badanti, lavoratori (vittime spesso di morti nei cantieri) o persone in cerca di lavoro e di dignità diventano delinquenti. A questo punto, quanti stranieri frequenteranno un servizio sociale o si rivolgeranno, se vittime della “tratta”,ad associazioni volontarie o istituzionali, forze di Polizia comprese, oggi messe in un angolo dalla diffusione delle cosiddette “ronde”? Quanti stranieri andranno a far registrare una nascita, si presenteranno in ospedale per farsi curare? Quali gravi conseguenze questo potrà produrre sulla salute di tutti i cittadini è già stato evidenziato da moltissime associazioni di
medici. Siamo il paese di Caino?Abbiamo una legge cattiva che ostacola i matrimoni, rompe l’unità delle famiglie. Si introduce il divieto per le donne straniere, in condizioni di irregolarità amministrativa, di riconoscere i figli da loro stesse generati che diverranno “figli di nessuno”, potranno essere sottratti alle madri e messi nelle mani dello Stato. Neanche il fascismo, hanno rilevato alcuni scrittori, si era spinto fino a questo punto. Infatti le leggi
razziali del 1938 non privavano le madri ebree dei loro figli, né le costringevano all’aborto per evitare la confisca dei loro bambini da parte dello Stato. La legge è pericolosa perché accrescerà la clandestinità che dice
di combattere, favorirà il “si salvi chi può”, darà spazio alla criminalità organizzata, aumentando l’insicurezza di tutti.
Non c’è futuro senza solidarietà. La legge, tra l’altro, è inutilmente crudele, ricorda don Ciotti. Ci fa tornare ai tempi della discriminazione razziale. E’ una forma di accanimento contro i poveri anche se la
povertà più grande, oggi, è la nostra: povertà di coraggio, di umanità, di capacità di scommettere sugli altri, di costruire insieme una sicurezza comune. La sicurezza basata sulla paura sta diventando un alibi per norme ingiuste e dannose, per scaricare il malessere di molti italiani sugli immigrati, capro espiatorio della crisi, bersaglio facile su cui sfoghiamo il tramonto di ogni etica condivisa e della testimonianza cristiana. La tutela della vita e della dignità umana va assunta nella sua interezza per tutti e in ogni momento dell’esistenza.
“Non c’è futuro senza solidarietà” scrive il cardinal Tettamanzi. Non c’è sicurezza senza l’aiuto reciproco, senza l’esercizio dei diritti e dei doveri dentro un’azione comune per il bene comune.
Costruire comunità e città conviviali. Benedetto XVI da tempo ci invita come comunità ecclesiale a diventare “casa ospitale per tutti, segno e strumento di comunione per l’intera famiglia umana”. Per il Papa ogni comunità cristiana deve “aiutare la società civile a superare ogni possibile tentazione di razzismo, di
intolleranza e di esclusione […]. Solo nella reciproca accoglienza di tutti è possibile costruire un mondo segnato da autentica giustizia e pace vera” (Angelus 17 agosto 2008).
Invitiamo, quindi, le comunità cristiane e tutti gli operatori di pace a mobilitarsi per costruire la pace nella vita quotidiana spesso prigioniera di solitudini, governata dalla paura e coinvolta in progetti tribali e autoritari.
La gloria di Dio. Nessuno ci è straniero anche perché la distanza che ci separa dallo straniero è quella stessa che ci separa da noi stessi e la nostra responsabilità di fronte a lui è quella che abbiamo verso la famiglia
umana amata da Dio, verso di noi, pronti a testimoniare la profezia del Risorto che annuncia la pace. “Dio non fa preferenze di persone” (Atti 10,34, Romani 2,11 e 10,12; Galati 2,6 e 3,28; Efesini 6,9; 1 Corinti 12,13; Colossesi 3,11) poiché tutti gli uomini hanno la stessa dignità di creature a Sua immagine e somiglianza. Poiché sul volto di ogni uomo risplende qualcosa della gloria di Dio, la dignità di ogni uomo davanti a Dio sta a fondamento della dignità dell’uomo davanti agli altri uomini (Compendio della dottrina sociale n. 144).
Questi nostri giorni sono difficili ed oscuri. E' stata oscurata la gloria di Dio.
Pax Christi, Domenica 5 luglio 2009

sabato 27 giugno 2009



















segnalazione dovuta per la splendida iniziativa dei cinghiali casale. quest'anno cercherò di esserci anch'io