
Articolo pubblicato sul settimanale diocesano di Casale "La vita casalese" (http://
www.vitacasalese.it/newsite/) e Torino "Il nostro tempo" (http://
www.ilnostrotempo.it/drupal/index.php).
Non voglio fare la morale a nessuno, anche perché come diceva Pascal “la vera morale si burla della morale”. La cosa, però, che mi preoccupa di più è l'indifferenza (forse il peggiore degli atteggiamenti, come ricordava anche Dante con gli ignavi nell'Inferno) dei cattolici nei confronti dei comportamenti del Presidente del Consiglio.
“L'indifferenza opera potentemente nella storia. Il male che si abbatte su tutti, non è tanto dovuto all’iniziativa dei pochi che operano, quanto all’indifferenza, all’assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell’ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa”. Chi lo disse? Antonio Gramsci, quasi 100 anni fa, 11 febbraio 1917...
Ormai non ci indigniamo più per niente: per il trattamento riservato agli immigrati, ai rom, agli ultimi in genere. “La paura,” invece, “è diventata la passione più comune”, secondo quanto scriveva Hobbes.
Quando si vive in una società che funziona male, la prima cosa da fare sarebbe indignarsi, perché solo quando qualcosa è fonte di indignazione, allora si diventa forti e impegnati.
Una lezione ai politici di oggi e domani ci è arrivata, inaspettatamente, dall'ex presidente siciliano, fino ad oggi senatore, Totò Cuffaro, ex UDC, condannato definitivamente in cassazione a 7 anni di carcere per favoreggiamento alla mafia. Ha accettato la sentenza senza accusare i giudici comunisti e persecutori.
“Il sospetto dovrebbe indurre i partiti politici a fare grossa pulizia, non soltanto ad essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti da episodi o fatti inquietanti, anche se non costituiscono reati”, diceva Paolo Borsellino il 26 gennaio 1989 parlando agli studenti dell'Istituto tecnico professionale di Bassano del Grappa.
Ai politici bisognerebbe anche ricordare le bellissime parole scritte da un uomo di limpida fede come Rosario Livatino, il “giudice ragazzino” ucciso dalla mafia di Agrigento: “Non ci sarà chiesto se siamo stati credenti, ma credibili”.
Ha scritto Massimo Faggioli su Europa, il quotidiano dei cattolici democratici:
“Gli stessi cattolici italiani sembrano non poter sfuggire alla tentazione di «esternalizzare» la manifestazione del disgusto ad istanze non solo più alte, ma anche meno rischiose dal punto di vista pubblico. Cattolicesimo italiano (tranne alcune isolate eccezioni), timoroso di esprimere una reazione pubblica prima della gerarchia”.
Aristotele scriveva: “Pur essendoci cari gli amici e la verità è dovere morale preferire la verità”.
Agli amici di Comunione e Liberazione, che continuano a fare da scudo umano a un premier cinico nel trattare le cose di chiesa, vorrei chiedere: non avete proprio niente da dire sullo scandalo sessuale del nostro premier?
Quali sono le conseguenze di questa colossale e permanente maleducazione sessuale sui ragazzi e giovani?
Il vescovo emerito di Caserta, mons. Raffaele Nogaro, ha scritto sull'ultimo numero di “Micromega” un articolo dal titolo “Il vero cristiano è antiberlusconiano”.
Dice: «Com'è possibile che uomini di chiesa “importanti” (il vescovo Fisichella, n.d.r.) “constestualizzino la bestemmia”, perché al capo si devono concedere tutte le licenze? E' del tutto sconveniente, poi, che per comperare i favori di un gruppo politico, di professione pagano, si dica che esso è portatore di valori cristiani, com'è avvenuto per la Lega».
La misura è colma?