lunedì 1 marzo 2010

i gesuiti e i finanziamenti alla scuola privata

















scambio di mail tra il ricciolo e il direttore del mensile dei gesuiti "Popoli"

caro direttore, sono un vostro affezionato lettore e domenica son rimasto
molto male a vedere la trasmissione "presa diretta" di domenica sera 14
febbraio su rai tre dedicata ai tagli alla scuola pubblica.
a un certo punto si è parlato dell'isituto Leone XIII di Milano, una delle
scuole della Compagnia di Gesù, fondato nel 1893.
La sua fondazione venne resa possibile dalla raccolta di fondi svoltasi
nella Diocesi di Milano tra la gente semplice per la realizzazione
dell'omaggio al Papa.
Il Leone XIII assumeva la missione di "suscitare persone che sappiano
contribuire al rinnovamento culturale, morale e religioso, attraverso una
formazione che dia il primato al senso di Dio, al Vangelo, all'intelligenza
complessiva dei fatti, alla responsabilità personale e sociale, alla
crescita della dimensione contemplativa." (Card. Martini, 12 gennaio 1994).
Ebbene: è con rette di 7 o 8 mila euro l'anno che si dà una formazione con
il primato di Dio? Certo, così si può ritornare ad una scuola privata (ma
sovvenzionata dallo stato, cioè da tutti i cittadini) di serie A per un
ristretto numero di fortunati, a scapito di una maggioranza a cui sono
destinate le briciole.
Devo dire che mi è stato molto difficile sostenere i gesuiti nelle
discussioni che ho avuto coi colleghi.
spero che mi diate qualche buon motivo per continuare a sostenervi.
Zanello Andrea

Gentile Andrea Zanello,
la segreteria mi ha appena inoltrato la sua mail, proprio mentre stavo
scrivendole. Mi scuso se ho tardato a risponderle ma - oltre al lavoro
ordinario - nei giorni scorsi siamo stati impegnati in un trasloco, con un
impegnativo spostamento degli uffici (seppure all'interno dello stesso
palazzo). Ecco dunque la mia risposta.
Non ho visto la trasmissione, ma ho sentito diversi echi, tutti
sostanzialmente nella direzione in cui va anche la sua lettera.
Due premesse: la prima è che il linguaggio dei media (specie quello
televisivo) raramente rende ragione della complessità dei problemi e della
realtà, per cui certamente i pochi minuti dedicati al Leone XIII non
potevano trasmettere un’idea fedele e completa di ciò che veramente è questa
scuola (anche con i suoi aspetti positivi), e non è detto che il pensiero
delle persone intervistate (se non sbaglio dell’area amministrativa più che
didattica) rifletta fedelmente i principi ispiratori dell’istituto.
La seconda premessa è che la Fondazione culturale San Fedele (editore di
Popoli) ha rapporti davvero molto indiretti con il Leone XIII, che è certo
anch’esso un’opera della Compagnia di Gesù, ma con cui non vi sono da parte
nostra attività di continuativa collaborazione.
Chiarito questo, devo convenire con Lei che alcuni aspetti del modello
educativo e della “linea editoriale”, chiamiamola così, di questa scuola
(così come, in generale, di molte scuole private) non sembrano molto
coerenti con quanto ogni mese scriviamo su Popoli e con quanto fanno molte
altre opere dei gesuiti (italiani e non): penso alle associazioni federate
nel Jesuit Social Network, attive nei vari ambiti del disagio sociale
accompagnando da vicino le persone emarginate, penso al Centro Astalli e ai
vari analoghi centri che all’estero lavorano con i rifugiati, penso alle
tante scuole e università dei gesuiti che nei Paesi del Sud del mondo hanno
come obiettivo quello di formare le classi più disagiate.
Nel corso della loro lunga storia i gesuiti hanno sempre lavorato sulle
frontiere: geografiche, ma soprattutto culturali, religiose,
socio-economiche. In questa opzione di fondo è rientrata anche,
storicamente, la scelta di offrire strumenti per formare le classi dirigenti
(fossero i principi ereditari dell’Ottocento o la buona borghesia di oggi).
Questa scelta porta con sé evidentemente anche rischi, ambiguità, possibili
degenerazioni.
Comprendo quindi il suo disagio, ma la invito a resistere alla tentazione di
una generica e omnicomprensiva condanna. Spero soprattutto che, prima ancora
che in queste mie parole, Lei possa trovare nella stessa rivista, nei nostri
contenuti e nello stile del nostro fare informazione, validi motivi per
continuare a sostenerci.
Un saluto cordiale
Stefano Femminis
"Popoli" - Mensile internazionale dei gesuiti

3 commenti:

il Russo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
il Russo ha detto...

Vittime dei mass media comunisti, indubbiamente.

il ricciolo ha detto...

anche a me la risposta non mi ha convinto..