lunedì 26 aprile 2010

LIBERTÀ CH’ E’ SI’ CARA


















Le Commissioni Diocesane di Giustizia e Pace di Novara e Vercelli, in occasione del 65° anniversario della Liberazione, congiuntamente hanno elaborato un documento destinato in particolare alle comunità cristiane e in generale all’opinione pubblica delle nostre terre. Offro questo documento affinché venga portato a conoscenza. Il documento è preceduto da una premessa che riallacciandosi ad un verso della Divina Commedia di Dante, evidenzia il valore non negoziabile della Libertà che nei momenti più bui, necessita del sacrificio della la vita per affermarsi nella storia dell’umanità.
don Mario Bandera responsabile Commissione Giustizia e Pace di Novara
don Eusebio Viretto responsabile Commissione Giustizia e Pace di Vercelli


“Libertà va cercando, ch'è sì cara come sa chi per lei vita rifiuta”
(Dante, Divina Commedia - Purgatorio, 1 canto, 71-72)
La libertà per noi deriva da una tappa nodale della nostra storia: la guerra di liberazione. Liberazione da due dittature che hanno provocato una guerra tragica con immani sacrifici di vite umane e che hanno dato vita ad odiose persecuzioni e "soluzioni finali".
Ricordare quel passaggio è fondamentale per comprendere appieno il valore di una Carta Costituzionale che da quel sofferto bagno di sangue è sorta per volontà e scelte concordi di italiani che si sono riconosciuti tali al di là delle ideologie e delle appartenenze partitiche e di razza. Con tutti gli altri anche i cattolici, sacerdoti e laici, uomini di cultura e semplici operai e contadini, hanno lasciato a noi esempi di servizio luminoso all'ideale della libertà, valore indispensabile per poter essere uomini, ancor prima che cristiani.
Il ricordo è un dovere e un atto di amore. Provino le giovani generazioni a chiedere a nonni e zii cosa è stato per loro il 25 aprile, a farsi raccontare quale sia stata la sensazione di sentirsi liberi: liberi per poter fare dell'Italia una convivenza democratica, rispettosa, giusta e accogliente. Così la memoria non diventa un freddo elenco di dati e di notizie storiche ma patrimonio condiviso. Da lì la Carta Costituzionale trae la sua ragione d'essere. Questo è il 25 aprile per noi, una festa per un valore che non è negoziabile, non è ideale astratto ma impegno e dovere da vivere ogni giorno.

2 commenti:

il Russo ha detto...

Libertà, Libertà, Libertà.
Quella vera, quella del Popolo si, ma di quello Partigiano!

il ricciolo ha detto...

vaglielo a dire a silvio...